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mercoledì 23 novembre 2016

#Maipiùbullismo

Buon pomeriggio! Mi collego ad un mio post precedente dove ho trattato un argomento putroppo molto frequente, Il Bullismo, qui No Al Bullismo  troverete il mio post, vi consiglio di vedere il Il Trailer tratto da "Perdonami" Regia di Antonello D'Onofrio. Vi segnalo questa sera un programma di Rai2 in seconda serata “#Maipiùbullismo” ore 23.15 condotto da Pablo Trincia.
Il programma è stato presentato oggi in Rai alla presenza, oltre che del conduttore, anche di Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale Rai; e di Ilaria Dallatana direttore Rai Due.
Vi ricordo che il 25 novembre è stato scelto nel 1999 come #Giornata #Internazionale per l'eliminazione della #Violenza #Contro le #Donne.


Per chi vuole sapere di più clicci in questi due link:
http://www.rai.it/…/Conte ntItem-4fb75e09-e3c4-4f92-b2d1-5da…

martedì 15 novembre 2016

Oronero



In questi giorni sono rimasta molto colpita dal primo singolo del nuovo album di Giorgia. Appena l'ho sentita mi ha veramente colpito in ogni senso! Ho fatto una breve ricerca sul web e o trovato un articolo della rivista Panorama dove dice:

"Il testo e la musica sono di Emanuel Lo, artista con il quale Giorgia ha già collaborato in precedenza e suo attuale compagno di vita. Il produttore, ancora una volta, è Michele Canova (con il quale la cantante aveva già inciso “Dietro le apparenze” e “Senza paura”)."

"La canzone è un pugno nello stomaco a tutti coloro che - coscientemente o meno - fanno del male alle persone che hanno intorno. La dolcezza della voce di Giorgia si unisce così a un messaggio forte, che dimostra una crescita non solo artistica ma personale. È per questo che Oronero non è un semplice singolo che fa da apripista a un nuovo progetto. È la dichiarazione nero su bianco di un cambiamento che, ora, abbiamo ancora più voglia di conoscere da vicino."

Non potevo evitare il "Copia e Incolla" per farvelo leggere! Ascoltare questa canzone è veramente percepire un pugno nello stomaco! Questo è stato l effetto su di me. Questo mondo è duro già nei post precedenti vi ho parlato di Bullismo e di Stalking Lo Stalking perché purtroppo ultimanente fatti di questo genere se ne sentono sempre di più in tv e non solo anche nelle chiacchere dei vicoli di paese. Mi domando seriamente ma dove siamo arrivati? Che mondo è questo? Continua costantemente la mancaza di rispetto e dei valori primari della vita. Far del male gratuitamente alle persone senza una vera motivazione, non so se avete sentito parlare al tg o avete letto nei quotidiani del pensionato di 70 anni che era stato aggredito il 22 ottobre scorso da un ragazzo per non dire altre parole scusatemi, appassionato di pugilato che gli aveva causato un trauma cranico e un'emorragia cerebrale. L'anziano signore ha lottato con tutte le sue forze per ben 15 giorni ma purtroppo non ce l'ha fatta. Il ragazzo ci ha messo forse meno di 5 minuti per distruggere gratuitamente e Attenzione Senza Una Motivazione la Vita di una persona. E' vergognoso! Non voglio dilungarmi troppo e farvi leggere post lunghissimi, annoiandovi. Vi lascio con il testo di queste meravigliosa canzone, vi prego di avere due minuti per leggere e per ascoltarla! Un abbraccio e Buona Giornata!

Oronero Giorgia



Parlano di me
Una donna facile
Con le difficoltà
di un giorno semplice
Parlano di te
Che sei fragile
Ma cammini a testa alta senza chiedere

Parlano di lui
Uno stronzo senza fine
Che si perde sotto le prime luci di aprile

Dicono di me
che rimarrò da sola
Ma nel tempo ho scelto e so che ne rimarrà una di me
Una di me


Parlano di te che non hai regole
La gente parla quando non ascolta neanche se
Parlano di me che non mi amo davvero
Ma una carezza sul mio viso è il mio primo pensiero

Parlano di noi
E abbiamo tutti contro
Ma tu sei come me so che rimarrai al mio fianco

Dicono di me
Non sono più com'ero
E questa sono io
E loro sono oro nero
Oro nero
Oro nero

Parlano di te
Un uomo che si perde
Ma dà un abbraccio alla vita che poi li protegge

Parlano di lei
Una donna senza cuore
Ma che chiede solamente di trovare amore

Dicono di me
Che non so consolare
Ma sono qui davanti a te e mi prendo il tuo dolore

Parla un po' con me
Che sono come te
E le parole sono armi e sanno fare male
Devi saperle usare

Parlano di te
Che non hai regole
La gente giudica e non sa neanche lei perché

Parlano di me
Che non mi amo davvero
Ma una carezza sul mio viso la vorrei sul serio

Parlano di noi
E abbiamo tutti contro
Ma tu sei come me so che rimarrai al mio fianco

Dicono di me
Non sono più com'ero
E questa sono io
Non lo voglio l'oro nero
Oro nero
Oro nero

Parlano di te che tu non puoi cambiare
Ma nella vita hai fatto passi per potere amare
Parlano di me
Ci credo per davvero
Le tue parole sono oro
Basta oro nero


martedì 8 novembre 2016

Lo Stalking



Oggi voglio parlarvi di un'altra brutta piaga dei nostri giorni, lo Stalking. Purtroppo un pò come per il bullismo si sentono molti casi in tv ma anche nella vita di tutti i giorni capita che conoscenti o amiche siano coinvolte in prima persona. Prima di spiegare con alcuni estratti da Wikipedia il significato di "stalking" spero e prego chi subisce atti persecutori o molestie assillanti di trovare la forza di parlarne con qualcuno, perchè molto spesso non viene fatto per paura, vergogna o pensando di saper gestire da soli la situazione. Sempre meglio chiedere aiuto e mai sottovalutare il rischio.
Stalking è un termine inglese usato per indicare una serie di atteggiamenti, tenuti da un individuo, che affliggono un'altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia, arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana. Il termine stalking, e quindi di stalker, deriva dal verbo to stalk nel significato di "camminare con circospezione", "camminare furtivamente", "colui che cammina in modo furtivo" indicante anche il "cacciatore in agguato".
Il termine stalking, in tema di molestie assillanti, intende indicare quindi un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate. nclude, inoltre, l'invio di lettere, biglietti, posta elettronica, SMS e oggetti non richiesti; più difficile è l'attribuzione del reato di stalking a messaggi indesiderati di tipo affettuoso - specie da parte di ex-partner o amici - che può variare a seconda dei casi personali. Oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni, in modo persistente e ossessivo, in un crescendo culminante in minacce, scritte e verbali, degenerando talvolta in aggressioni fisiche con il ferimento o, addirittura, l'uccisione della vittima. Tutto ciò, o parte di esso se compiuto in modo persistente e tenace in modo da indurre anche solo paura e malessere psicologico o fisico nella vittima, sono atti persecutori, e chi li attua è un persecutore: un soggetto che commette un atto criminale, in alcuni Paesi punito come tale dalla legge. Si differenzia dalla "semplice" molestia sessuale per l'intensità, la frequenza e la durata della variegata congerie comportamentale.
Il persecutore o stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, un ex-compagno o ex-compagna che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova, invece, davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale imponendo la propria presenza e insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l'atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l'altra persona. Questi soggetti manifestano cioè sintomi di perdita del contatto con la realtà e sette volte su dieci hanno un'organizzazione di personalità borderline. Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni, il che mette in luce l'anormalità di questo genere di condotte.
Secondo gli studi della Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri, gli stalker potrebbero inquadrarsi (a stretti, pragmatici fini di polizia) in cinque tipologie:
-il "risentito", caratterizzato da rancori per traumi affettivi ricevuti da altri a suo avviso ingiustamente (tipicamente un ex-partner di una relazione sentimentale);
-il "bisognoso d'affetto", desideroso di convertire a relazione sentimentale un ordinario rapporto della quotidianità; insiste e fa pressione nella convinzione che prima o poi l'oggetto delle sue attenzioni si convincerà;
-il "corteggiatore incompetente", che opera stalking in genere di breve durata, risulta opprimente e invadente principalmente per "ignoranza" delle modalità relazionali, dunque arreca un fastidio praticamente preterintenzionale;
-il "respinto", rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente vendicarsi dell'affronto costituito dal rifiuto e insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa;
-il "predatore", il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale, trae eccitazione dal riferire le sue mire a vittime che può rendere oggetto di caccia e possedere dopo avergli incusso paura; è una tipologia spesso riguardante voyeur e pedofili.
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti e intrusioni nella vita privata. Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone. I contesti in cui si manifesta riguardano:
nel 55% circa nella relazione di coppia; nel 25% circa in condominio; nel 5% circa in famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15% circa sul posto di lavoro/scuola/università
Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti, infatti lo stalking è considerato reato in diversi paesi del mondo. Le norme anti-persecuzione sono volte a tutelare le vittime di tutti quegli atti persecutori che, per la loro caratteristica di ripetitività e perduranza nel tempo, provocano nelle persone colpite stati di ansia e paura per la propria incolumità o le costringono ad alterare significativamente le proprie abitudini di vita.
In Italia Le condotte tipiche dello stalking configurano il reato di "atti persecutori" (art. 612-bis c.p.), introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11 (decreto Maroni). La norma introduce nel codice penale l'articolo 612-bis, rubricato "atti persecutori", che al comma 1 recita:
« Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita »

venerdì 21 ottobre 2016

No al BULLISMO

Il caso di due ragazzine sarde è solo l'ultimo di una serie di atti di bullismo che riguardano gli adolescenti in Italia. Sono sconvolta ogni volta che vedo circolare questi video al TG o sui social network, il bullismo nuoce alla persone e alla società in modo devastante vi lascio alcuni stralci su questa piaga sociale estratti direttamente da Wikipedia, mi auguro che chiunque sia tra le mie amicizie perda qualche minuto per leggerlo anche se è un pò lungo.
Colgo l'occasione per farvi vedere il Trailer di un film che spero presto di vedere trasmesso soprattutto nelle scuole. Il Trailer è tratto da "Perdonami" Regia di Antonello D'Onofrio https://www.youtube.com/watch?v=00dldLtU2oA e per proporvi la firma sulla petizione di Change.org https://www.change.org/p/ministero-di-grazia-e-giustizia-punizioni-severe-contro-chi-commette-atti-di-bullismo dove si chiedono "Punizioni Severe contro chi commette atti di bullismo"
Il BULLISMO è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l'atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi. Letteralmente il termine "bullo" significherebbe "prepotente", tuttavia la prepotenza, come alcuni autori hanno avuto modo di rilevare, è solo una componente del bullismo, che è da intendersi come un fenomeno multidimensionale. Il bullismo può includere una vasta gamma di comportamenti quali violenza, attacchi e/o offese verbali, discriminazione, molestie, il plagio e altre coercizioni. La debolezza della vittima o delle vittime può dipendere da caratteristiche personali o socioculturali. I comportamenti (reiterati) che si configurano come manifestazioni di bullismo sono vari e vanno dall'offesa alla minaccia, dall'esclusione dal gruppo alla maldicenza, dall'appropriazione indebita di oggetti fino a picchiare o costringere la vittima a fare qualcosa contro la propria volontà. L'allontanamento dal gruppo in particolare è favorito da una serie di metodi quali la mormorazione, il rifiuto a socializzare con la vittima, il tentativo di spaventare i suoi amici di modo che si allontanino a loro volta, finalizzati ad emarginare la vittima, cercando di colpirla nel momento di maggiore debolezza o stanchezza e fiducia in se stessa da parte.
Il bullismo è attivo o passivo, rivolto verso delle vittime del gruppo, con meccanismi di consenso, più o meno consapevole, non solo nel timore di diventare nuove vittime dei bulli, o per mettersi in evidenza nei loro confronti, ma perché questi spesso riescono ad esprimere la cultura identitaria del gruppo, sia pur in negativo, attraverso la designazione della vittima quale capro espiatorio. Generalmente, il ciclo può includere sia atti di aggressione sia atti di reazione a disposizione dell'eventuale vittima che sono interpretati come stimolanti da parte del bullo. Il ciclo si basa essenzialmente sulla capacità di avere sempre degli stimoli che possano motivare l'aggressore a porre in essere i propri propositi deviati, a volte reiterati nel lungo termine per mesi, anni o per tutta la vita. Allo stesso tempo il ciclo può essere subito interrotto al suo nascere, o durante la sua progressione, se viene a mancare o l'atto abusivo o la risposta della vittima. Mentre il coinvolgimento sociale può sembrare complicato per comprendere l'attività bullistica, lo stimolo che più frequentemente è implicato nella riattivazione del ciclo è la sottomissione. Nel momento di percezione dello stimolo, l'istigatore tenta di ottenere un riconoscimento pubblico per ciò che andrà a compiere, come dire: «vedetemi e temetemi, sono così forte che ho il potere di incutere timore verso qualsiasi persona ed in qualsiasi momento senza pagare alcuna conseguenza per le mie azioni!». Nel momento in cui la vittima dimostra di possedere delle tendenze passive o comunque che la inibiscono di reagire, allora il ciclo continuerà a riattivarsi. Nei casi in cui il ciclo non si è stabilito ancora, la vittima potrebbe rispondere in modo che qualsiasi tentativo da parte dell'aggressore non avrebbe alcun effetto. All'uopo, le istituzioni possono inibire o rafforzare il bullismo, ad es., colpevolizzando le vittime ed inducendole a risolvere da soli i propri problemi
Il bullismo si basa su tre principi: Intenzionalità. Persistenza nel tempo. Asimmetria nella relazione. Vale a dire un'azione intenzionale eseguita al fine di arrecare danno alla vittima, continuata nei confronti di un particolare compagno, caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l'azione e chi la subisce (ad esempio per la mancanza di una tecnica di autodifesa). Il bullismo, quindi, presuppone la condivisione del medesimo contesto deviante
Esistono diversi tipi di bullismo, che si dividono principalmente in bullismo diretto e bullismo indiretto.
Il bullismo diretto è caratterizzato da una relazione diretta tra vittima e bullo e a sua volta può essere catalogato come:
BULLISMO FISICO: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci, spintoni, sputi o la molesta sessualmente; BULLISMO VERBALE: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e scortesie; BULLISMO PSICOLOGICO: il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto; CYBER BULLISMO: o bullismo elettronico: il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite SMS o in chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri per diffamarlo, per minacciarlo o dargli fastidio.
Il bullismo indiretto è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.
Nelle azioni di bullismo vero e proprio si riscontrano quasi sempre i seguenti ruoli:
"bullo o istigatore": è colui che fa prepotenze ai compagni "vittima": è colui che più spesso subisce le prepotenze "complice": colui che, magari, ride all'azione del bullo, "alimentandolo".
Una prima distinzione è in base al sesso del bullo: i bulli maschi sono maggiormente inclini al bullismo diretto, mentre le femmine a quello indiretto. I maschi in particolare, tendono maggiormente all'approccio di forza, mentre le femmine preferiscono la mormorazione. Per quanto riguarda invece l'età in cui si riscontra questo fenomeno, si hanno due diversi periodi. Il primo tra i 8 e i 14 anni di età, mentre il secondo tra i 14 e i 18, ma negli ultimi anni si sono riscontrati fenomeni di bullismo anche tra i ragazzi di 11 anni e anche di meno.
Una quarta figura è rappresentata dall'"attendente o spettatore" che partecipa all'evento senza prendervi parte attivamente. Il bullismo, quindi, varia da un semplice rapporto diadico ad una gerarchia di bulli che si circuiscono a vicenda.
Il bullo e/o l'istigatore
Gli adulti che abusano della propria personalità, che hanno un atteggiamento autorevole, combinato con il bisogno di controllare l'ambiente circostante, hanno anche una maggiore tendenza a sottovalutare le proprie vittime.
Sviluppi nella ricerca hanno dimostrato che fattori come l'invidia ed il risentimento possono essere indicatori di rischio per diventare un bullo. I risultati sull'autostima, in particolare, sono controversi: mentre alcuni evidenziano un aspetto narcisistico, altri mostrano vergogna o imbarazzo.
In alcuni casi l'origine del bullismo affonda le radici nell'infanzia, magari da parte di chi è stato a sua volta vittima di abusi. Ci sono delle prove che indicano che i bulli hanno molte più probabilità di avere problemi con la giustizia, e che possa strutturarsi da adulto in una vera e propria carriera criminale.
I fiancheggiatori
Nonostante la maggior parte dei soggetti non sia interessata ad assumere il ruolo del bullo, ci sono un certo numero di persone che intervengono comunque nella vicenda. Tali individui sono i cd. “attendenti” e sfortunatamente tendono a prendere le parti del bullo. Nell'85% dei casi, gli attendenti sono coinvolti nella denigrazione della vittima o nella consolazione del bullo.
Nella maggior parte dei casi, comunque, gli attendenti non fanno nulla che possa preoccupare né la vittima né l'aggressore, a meno che fino a quando il bullo non si stufi di avere gente intorno. Ci sono al riguardo una serie di ragioni per le quali gli attendenti non intervengono, che variano dalla paura di diventare a loro volta delle vittime, alla differente percezione delle ingiustizie che si verificano nel corso della vita.
Spesso il bullismo ha luogo alla presenza di un folto gruppo di attendenti. In alcuni casi, grazie al proprio carisma o autorità, il bullo riesce a creare un'aura di suggestione che gli permette di conquistare il favore degli attendenti e rafforzare la sua volontà. Tali dinamiche sono spesso sottese al fenomeno “baby gang”. A meno che non intervengano dei mutamenti significativi nella prima parte della vita di una gang, c'è il rischio che la “mentalità deviante” si strutturi progressivamente non solo nelle coscienze degli attendenti ma anche nel resto della scuola.
In alcuni gruppi dove tale mentalità ha attecchito, gli abusi e le ingiustizie diventano un denominatore comune all'interno del contesto di riferimento. Una certa tendenza ad elaborare in malo modo le informazioni emotive si riscontra negli attendenti ma in misura minore dei bulli. La conversione della mentalità deviante nei gruppi è spesso un lavoro che richiede molto tempo, risorse e coordinamento con i servizi sociali nonché l'assunzione di un certo rischio.


Per prevenire e arginare il fenomeno del bullismo è fondamentale lavorare proprio sugli osservatori (chiamati anche “maggioranza silenziosa”), che sono a conoscenza della situazione, ma la maggior parte delle volte non intervengono in difesa della vittima.

sabato 16 luglio 2016

Quest'Estate Portami con Te

Partecipo all'iniziativa contro gli abbandoni
"Quest'Estate Portami con Te"
Organizzata da Fiore già da diversi anni, http://okanimali.blogspot.it/2016/06/campagna-contro-labbandono-estate-2016.html
E’ vergognoso abbandonare un Figlio, Squallido! Il cane è un figlio!
Ci tengo a farvi leggere queste brevi righe molto preziose.

“Non crediate che sia crudele tenere un cane in un appartamento cittadino: la sua felicità dipende soprattutto dal tempo che potete trascorrere con lui, dal numero di volte che vi può accompagnare nelle vostre uscite; al cane non importa nulla aspettare per ore e ore davanti alla porta del vostro studio, se poi ne avrà in premio dieci minuti di passeggiata al vostro fianco. Per il Cane l’Amicizia Personale è Tutto. Ricordate però che in questo modo vi Assumete un impegno tutt’altro che lieve, perché dopo e’ impossibile rompere l’amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale a un omicidio.”
Konrad Lorenz